Descrizione
AMMINISTRARE CON RESPONSABILITA’
Ci sono momenti nella vita di una comunità in cui il silenzio diventa solo complicità e ricordare diventa un dovere.
Calvanico sta attraversando uno di quei momenti.
È il tempo di distinguere le convinzioni autentiche dalle convenienze del momento.
Per oltre otto anni (e da molto prima) sono stati affidati ruoli, deleghe, responsabilità e piena legittimazione politica.
Non è mai mancata la possibilità di avanzare proposte, formulare osservazioni, promuovere iniziative, esprimere dissenso o contribuire concretamente all’azione amministrativa.
Per questo, in un momento tanto delicato per Calvanico, nel quale uomini e donne delle istituzioni, dipendenti comunali, famiglie e tanti cittadini sono stati bersaglio di una violenta e delirante campagna di aggressione personale, sarebbe stato naturale aspettarsi che chi aveva condiviso fino ad allora l’esperienza amministrativa avvertisse un moto di responsabilità civile e istituzionale. Non per difendere una parte. Ma per difendere un principio.
Prima delle appartenenze, prima delle strategie, prima delle future competizioni, viene un principio che appartiene a tutti: la dignità delle persone ed il rispetto delle istituzioni.
Noi continueremo però a credere ed a combattere per un’altra idea di politica.
Una politica che non cerca consenso alimentando il rancore. Che non ha bisogno di demolire ciò che altri hanno costruito per legittimare la propria presunta ed egoistica verità.
Un’idea di politica che non misura il proprio valore dalla forza delle parole, ma dalla concretezza dei risultati.
In questi anni Calvanico è cresciuta e si è trasformata. Sono migliorati servizi, infrastrutture, spazi pubblici, iniziative culturali, occasioni di aggregazione e qualità della vita.
Naturalmente nessuna amministrazione è perfetta ed ogni scelta può e deve essere discussa o migliorata.
È questa la forza della democrazia.
Ma il confronto ha senso soltanto quando parte dai fatti. Non dalle ricostruzioni più convenienti.
Ai cittadini ed alle cittadine di Calvanico abbiamo il dovere di rendere conto del nostro operato, con la trasparenza, con il lavoro e con la responsabilità che hanno sempre guidato la nostra azione amministrativa.
La storia di una comunità non si riscrive cambiando in modo interessato e fuorviante il racconto.
Si scrive, ogni giorno, con le scelte che si assumono, anche quando sono difficili da gestire.
Per questo continueremo a credere che la politica non sia l’arte di trovare un colpevole, ma il dovere di lasciare un paese migliore di come lo si è trovato.
È su questo, e soltanto su questo, che chiediamo ai cittadini di giudicarci.
VIVA LA COMUNITA’ DI CALVANICO!
Ci sono momenti nella vita di una comunità in cui il silenzio diventa solo complicità e ricordare diventa un dovere.
Calvanico sta attraversando uno di quei momenti.
Negli ultimi mesi il nostro paese ha assistito non ad un normale confronto politico, ma ad una delle pagine più amare e buie della sua storia democratica.
Una stagione nella quale il dissenso, invece di trovare spazio nel confronto delle idee, si è squalificato e abbrutito – anzi si è inselvatichito – producendo il marciume dell’anonimato, della diffamazione, della delegittimazione delle persone, con un’immonda aggressione contro amministratori, dipendenti comunali e perfino le loro famiglie, ma soprattutto contro inermi cittadini.
È una ferita che riguarda tutti.
Perché quando il dibattito pubblico rinuncia al confronto sui fatti e le opere per inseguire l’offesa, nessuno vince.
Perde la Comunità.
Per questo oggi sentiamo il dovere di riportare il confronto sul terreno della responsabilità, della coerenza e dei fatti.
La democrazia riconosce a chiunque il diritto di costruire un nuovo percorso politico.
Ma la democrazia riconosce ai cittadini anche un altro diritto, altrettanto fondamentale: quello di valutare la credibilità di chi chiede la loro fiducia.
E la credibilità non nasce nel momento in cui si apre una nuova pagina, si sceglie un nuovo simbolo o si annunciano nuove visioni.
La credibilità pubblica si costruisce nel tempo, misurandosi ogni giorno con la gente che incontri per strada e che ti ha dato la propria fiducia nel solo modo possibile: il consenso.
Non bisogna mai tradire questa fiducia, perché la gente conta!
E chi amministra la cosa pubblica deve assumersi la responsabilità di mettere il bene comune davanti all’interesse personale, con lo spirito di sacrificio ed il proprio talento.
È il tempo di distinguere le convinzioni autentiche dalle convenienze del momento.
Per questo ogni cittadino ha il diritto di chiedersi oggi: tutte le belle parole, i propositi di “crescere”, le belle bandiere che colorano le pagine virtuali di questi giorni (e gli sgangherati commenti dei vecchi “arnesi”) dove erano quelle energie, quelle idee e quella volontà di “cambiamento” negli anni in cui esistevano il mandato, gli incarichi e le deleghe?
Per oltre otto anni (e da molto prima) sono stati affidati ruoli, deleghe, responsabilità e piena legittimazione politica.
Non è mai mancata la possibilità di avanzare proposte, formulare osservazioni, promuovere iniziative, esprimere dissenso o contribuire concretamente all’azione amministrativa.
La casa comunale non è mai stata un luogo chiuso o proibito. È sempre stata una casa aperta al confronto, al dialogo e alla partecipazione.
Se davvero ribollivano nella coscienza le idee capaci di migliorare Calvanico, il momento per metterle al servizio della comunità era quello in cui si aveva il dovere, oltre che il potere, di farlo.
Crediamo che sia naturale che le idee, quando (e se) ci sono, acquistino valore quando diventano presenza, lavoro quotidiano, partecipazione e responsabilità verso il popolo. Non quando vengono raccontate soltanto dopo.
Se oggi si sostiene che tutto ciò non sia stato possibile, che quasi un bavaglio sia stato posto da qualcuno, non è solo l’istituzione ad essere messa in discussione, ma lo è la comunità di cittadini e cittadine, che ha visto, ascoltato e che ricorda.
Le istituzioni democratiche non chiedono fedeltà personale al potente di turno. Chiedono responsabilità.
La responsabilità di esserci quando è complesso e faticoso tentare di cambiare le cose e di governare il tuo paese. La responsabilità di contribuire quando si ha il dovere di farlo. La responsabilità di assumere posizioni anche quando non sono comode.
Per questo, in un momento tanto delicato per Calvanico, nel quale uomini e donne delle istituzioni, dipendenti comunali, famiglie e tanti cittadini sono stati bersaglio di una violenta e delirante campagna di aggressione personale, sarebbe stato naturale aspettarsi che chi aveva condiviso fino ad allora l’esperienza amministrativa avvertisse un moto di responsabilità civile e istituzionale. Non per difendere una parte. Ma per difendere un principio.
Perché nessuna presunta divergenza politica può mai giustificare l’umiliazione delle persone, la diffamazione, le ingiurie, le offese ai cittadini, la sopraffazione folle e animalesca di un anonimato fuori di testa.
Su questo non dovrebbero esistere maggioranze o opposizioni. Dovrebbe esserci solamente una comunità che rifiuta la feccia verbale e mentale.
Prima delle appartenenze, prima delle strategie, prima delle future competizioni, viene un principio che appartiene a tutti: la dignità delle persone ed il rispetto delle istituzioni.
Perché senza questo principio non esiste maggioranza. Non esiste opposizione. Non esiste nemmeno la politica.
Esiste soltanto il degrado e la morte del confronto pubblico.
Noi continueremo però a credere ed a combattere per un’altra idea di politica.
Una politica che non cerca consenso alimentando il rancore. Che non ha bisogno di demolire ciò che altri hanno costruito per legittimare la propria presunta ed egoistica verità.
Un’idea di politica che non misura il proprio valore dalla forza delle parole, ma dalla concretezza dei risultati.
In questi anni Calvanico è cresciuta e si è trasformata. Sono migliorati servizi, infrastrutture, spazi pubblici, iniziative culturali, occasioni di aggregazione e qualità della vita.
Naturalmente nessuna amministrazione è perfetta ed ogni scelta può e deve essere discussa o migliorata.
È questa la forza della democrazia.
Ma il confronto ha senso soltanto quando parte dai fatti. Non dalle ricostruzioni più convenienti.
Ai cittadini ed alle cittadine di Calvanico abbiamo il dovere di rendere conto del nostro operato, con la trasparenza, con il lavoro e con la responsabilità che hanno sempre guidato la nostra azione amministrativa.
La storia di una comunità non si riscrive cambiando in modo interessato e fuorviante il racconto.
Si scrive, ogni giorno, con le scelte che si assumono, anche quando sono difficili da gestire.
Per questo continueremo a credere che la politica non sia l’arte di trovare un colpevole, ma il dovere di lasciare un paese migliore di come lo si è trovato.
È su questo, e soltanto su questo, che chiediamo ai cittadini di giudicarci.
VIVA LA COMUNITA’ DI CALVANICO!
Calvanico 11 agosto 2026
Conforti Antonio
Gismondi Francesco
Saggese Gerardo
Sabbarese Roberto
Barone Antonio
Galderisi Ivan
De Filippis Angelo
Gismondi Francesco
Saggese Gerardo
Sabbarese Roberto
Barone Antonio
Galderisi Ivan
De Filippis Angelo
Allegati
Documenti
A cura di
Ultimo aggiornamento pagina: 11/08/2026 19:58:05